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La cantina prende il nome dal toponimo del luogo, la Valle Reale, ovvero un anfiteatro naturale che marca il confine tra il Parco Nazionale del Gran Sasso, quello della Majella ed i Monti della Laga.

Un territorio selvaggio ed affascinante nei suoi lineamenti montani, dal clima piuttosto freddo per la latitudine, con importanti escursioni termiche, ventoso e caratterizzato da terreni molto magri, poveri d’argilla e ricchi di minerali. Tutto questo favorisce l’allevamento del vitigno Montepulciano.

Situato intorno alla cantina di vinificazione, questo vigneto ha un’estensione di trenta ettari ed è circondato dalle montagne, che disposte ad anfiteatro intorno ai nostri vigneti sembrano quasi volerli cullare. Siamo a 350 metri sul livello del mare, all’inizio della Valle Peligna, che viene indicata come luogo di origine del Montepulciano d’Abruzzo. Ed è proprio da questo territorio ricco di storia che prende inizio il progetto di Valle Reale. E’ infatti a Popoli che si trovano gli 8 ettari del nostro vecchio vigneto (38 anni l’età media delle piante), allevato a pergola abruzzese, dal quale sono state prelevate, dopo un attento lavoro di selezione delle piante, le gemme di Montepulciano successivamente innestate ed impiegate per i nuovi impianti, che costituiscono la restante parte del vigneto di Popoli.

La zona è caratterizzata dal punto di vista climatico da una discreta ventosità, che interessa costantemente i nostri vigneti in tutte le stagioni, e da una notevole escursione termica tra il giorno e la notte. Infatti, sia d’estate che d’inverno, durante la notte le temperature si abbassano grazie alle correnti d’aria che scendono dalle montagne limitrofe. Durante il giorno invece, l’esposizione a sud-est dei vigneti, congiuntamente alla latitudine che ci colloca al centro dell’Italia, assicurano un riscaldamento dell’aria.

Questo fattore risulta determinante nella fase di maturazione delle uve, che si avvantaggiano in termini di qualità di queste importanti variazioni di temperatura, conservando quei profumi eleganti e quella freschezza che caratterizzano i vini ottenuti in questo vigneto. La piovosità media annuale è di circa 700-800 mm all’anno, con una distribuzione prevalente nel periodo autunno-invernale e primaverile, mentre i mesi estivi si contraddistinguono per la quasi totale assenza di precipitazioni.
I terreni hanno una matrice ciottolosa importante, con sassi di medie e piccole dimensioni che caratterizzano un po’ tutti i vigneti. Il limo costituisce in prevalenza la restante parte del terreno. In generale, i suoli sono quindi costituzionalmente magri e poveri, e questo elemento, unitamente ai ridotti apporti nutrizionali praticati con la concimazione e all’assenza di irrigazione, contribuisce all’ottenimento di una produzione di qualità.

Per i nuovi impianti è stata adottata la forma di allevamento a controspalliera, con una densità di piante per ettaro di circa 6.700. Questa scelta risulta in linea con le direttive di una moderna viticoltura, che condiziona la resa di uva per pianta alla qualità del prodotto finale, secondo un rapporto inversamente proporzionale. Peraltro, questa tipologia di impianto vitato permette la meccanizzazione di svariate operazioni colturali, passaggio indispensabile per assicurare una corretta tempestività di intervento nelle diverse fasi di accrescimento della vite, oltre che per contenere i costi di gestione.

La Storia

La Famiglia Pizzolo.....C'era una volta una terra, e un uomo appassionato della coltivazione del tabacco...Nel primo dopoguerra Giovanni Alberto Pizzolo decide di investire i risparmi accumulati in diversi anni di attività di fattore per acquistare ì primi terreni. La famiglia è molto numerosa e abita in un piccolo paese ai confine fra la provincia di Verona e quella di Vicenza chiamato Zimella. L'attività agricola inizia con la coltivazione di ortaggi per poi concentrarsi sulla produzione di tabacco da vendere nelle aste governative del monopolio di stato. Giovanni Alberto è coadiuvato dall'aiuto di quattro dei suoi figli, Augusto, Giuliano, Floriano e Giorgio. L'attività prosegue bene per molti anni fino a quando i figli si vedono costretti a prendere la gestione completa dell'attività del padre ammalato di asma. Siamo negli anni sessanta e la famiglia ha già più di ottanta dipendenti che lavorano le proprietà nel frattempo allargate.

I Pizzolo decidono di dedicarsi all’allevamento del bestiame e alle aziende agricole, abbandonando definitivamente la produzione del tabacco. Alla fine degli anni ottanta decidono anche di iniziare l’attività di produzione ed importazione di pesce da proporre alla ristorazione e alla grande distribuzione. Oggi il Gruppo Pizzolo è un gruppo agroalimentare complesso con poco meno di 400 dipendenti. Le attività spaziano dall’agricoltura alla produzione di carne chianina venduta direttamente alla ristorazione qualificata attraverso una rete di agenti con il marchio Corte Pizzolo.

Leonardo Pizzolo, Leonardo Pizzolo nasce a Verona il 28 maggio 1969. Laureato in Economia e Commercio matura le prime esperienze nell’azienda di famiglia affiancando Giorgio Pizzolo nell’attività di imbottigliamento rilevata agli inizi degli anni novanta.  Nel 1998, Giorgio e Leonardo, iniziano a coltivare un vecchio vigneto di proprietà sito all’interno dei Parco Nazionale della Majella dove la famiglia ha due allevamenti di trote fra i più importanti d’Europa. La passione per l’agricoltura ereditata dal nonno li spinge a mettersi in contatto con l’Università di Milano, nella persona del Prof. Leonardo Valenti per iniziare uno studio del Montepulciano d’Abruzzo riscoprendo le sue antiche origini di vitigno pedemontano in una zona ancora incontaminata. Infatti le prime tracce dell’esistenza di questo vitigno si trovano proprio ad un passo dall’azienda. Nasce così il progetto agronomico Valle Reale.

Luciana Biondo, Responsabile Agronomo vigneti di Popoli e Capestrano, Luciana Biondo nasce a Verbania il 19 novembre 1967. Si laurea in Scienze agrarie all’Università degli studi di Milano nell’anno 1993 con una tesi sulla gestione integrata del vigneto e consegue nello stesso anno l’abilitazione alla libera professione di Dottore Agronomo. Inizia subito una collaborazione con l’Istituto di Coltivazioni Arboree della Facoltà di Agraria di Milano, nel team del Prof. Leonardo Valenti, occupandosi di diverse tematiche inerenti ad una moderna gestione dei vigneti (selezione clonale di vari vitigni italiani, confronti tra sesti d’impianto e forme di allevamento, valutazione di differenti tecniche colturali). Dal 1996 al 1999, oltre alla collaborazione con l’Università, inizia ad occuparsi di assistenza tecnica alle aziende viticole, dapprima tramite un Consorzio di tutela in Lombardia poi nell’ambito di un’Associazione di produttori nelle zone di produzione delle DOCG Ghemme e Gattinara. Nel 2000 diventa responsabile agronomico dell’Azienda Cottanera a Castiglione di Sicilia (Ct), dove matura una buona esperienza sulla conduzione di nuovi impianti vitati e sulle problematiche inerenti alla coltivazione dei vitigni internazionali. Dall’inizio del 2004, insieme a Giulio e a Leonardo, lavora al progetto di un grande Montepulciano a Valle Reale.

Nell'800 d.C. Popoli è ricordata come l'antico borgo di Pagus Fabianus. Nel 1269 Carlo I d'Angiò diede Popoli come feudo aiCantelmo che lo tennero con il titolo ducale fino al 1749. Popoli era un tempo chiamata la chiave dei tre Abruzzi, in quanto tappa obbligatoria tra il litorale e le zone interne, fra Firenze e Napoli, fra Roma, Bussi e la val Pescara fino al secondo dopoguerra. Popoli era la più grande fortezza dei domini dei Cantelmo inAbruzzo, a guardia delle valli dell'Aterno, della valle del Sagittario e della valle del Pescara. Il feudo passò poi ai principi di Montemiletto (Leonardo di Tocco) fino al 1806, quando nel Regno di Napolivenne abolità la feudalità. Durante la seconda guerra mondiale Popoli fu bombardata due volte dalla Royal Air Force, il 20 gennaio1944 fu distrutto il ponte sul fiume Pescara sulla strada Roma-Pescara, poi il 22 marzo dello stesso anno fu distrutto il centro cittadino e molti abitanti furono uccisi.
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