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Nuovo Polo San Gabriele Centro Sportivo

Una struttura polifunzionale capace di abbinare agli impianti sportivi  già esistenti,  attività ricreative quali la ludoteca, servizi di pernottamento come l’Ostello della gioventù e una scuola di formazione professionale.  Si trasforma in “Nuovo Polo San Gabriele” il Centro Sportivo di viale D’Annunzio.

La costruttiva collaborazione tra la Congregazione e la società Matrix ha consentito la continuità delle attività delle tante associazioni che operano all’interno del complesso, che altrimenti sarebbero dovute terminare. Il consistente intervento di riqualificazione e restyling di edifici, impianti e terreni di gioco intrapreso dal Consorzio Matrix in partenariato con altre realtà locali, è finalizzato a mettere a disposizione degli abitanti di Vasto e dei comuni limitrofi uno spazio multifunzionale, in cui ci si possa sentire liberi di dedicarsi, alle proprie passioni o di seguire i percorsi di benessere.

Il Nuovo Polo San Gabriele vuole essere inteso non come semplice centro sportivo e d’attività ricreative, ma come punto d’incontro e di confronto in un contesto sano e d’innovazione sociale e sportiva, un luogo di aggregazione per le famiglie che qui potranno trovare risposte concrete ai loro bisogni e desideri quotidiani”.

L’ambizioso progetto vuole abbinare all’offerta sportiva (corsi di calcio e calciotto, lezioni di basket, pallavolo, futsal; corsi di: scherma, etc), un centro di fisioterapia e nutrizione, un asilo nido, una scuola di formazione professionale e servizi per il lavoro, un centro di psicologia e psicoterapia per l’età evolutiva, adulti, famiglie e gruppi, una ludoteca e un ostello della gioventù.

“E’ un servizio di pernottamento rivolto soprattutto a universitari, tirocinanti, squadre per soggiorni di allenamento o ritiro, ma ne possono usufruire persone d’ogni età”, aggiungono gli addetti alla comunicazione di Matrix, “il Nuovo Polo si propone come nuova meta ideale per il fine settimana con una serie d’iniziative volte a perseguire la promozione umana e la integrazione dei cittadini”.

 

VASTO

In provincia di Chieti, si specchia nelle acque del mar Adriatico, con alle spalle gli Appennini: ecco Vasto, ‘appoggiato’ morbidamente su una collina che domina il ‘Golfo lunato’, con la spiaggia di Vasto Marina fino a Santa Maria della Penna e alla costa rocciosa di Punta Aderci, solo per citare alcuni dei suoi punti di meraviglie.

Vasto è un paese dai caratteristici vicoli in cui passeggiare senza fretta, godendosi l’atmosfera rilassante, soffermandosi qua e là in botteghe e negozi che propongono oggetti di artigianato e prodotti alimentari da lode.

Il centro storico incanta anche per via dei palazzi storici che si affacciano qua e là, Palazzo d’Avalos, che era l’antica residenza dei marchesi della città, il Castello Caldoresco, la Torre di Bassano. E, quindi, sostare golosamente in uno dei tanti ristoranti che si affacciano sul mare, continuando a godere di panorami strepitosi.

Il litorale di Vasto è stato per più volte premiato con la Bandiera Blu, un riconoscimento a quelle località in cui la balneazione è ottima e il turismo viene ‘esercitato’ in modo del tutto sostenibile. E, grazie alla posizione tra monti e mare, il suo clima risulta piacevole in ogni mese dell’anno, scendendo raramente sotto i 5 gradi in inverno e non raggiungendo mai elevatissime temperature in estate e soprattutto in agosto.

L’estate è decisamente la stagione più gettonata per via in particolare delle sue stupende spiagge ma la visita è super, sempre. La natura qui, in particolar modo a ridosso del mare, è protagonista.

Vasto, l’antica Histon (tela, in greco), nome che secondo la leggenda le diede l’eroe greco Diomede, uno dei primi ad incantarsi davanti alle sue bellezze (e che forse fu ispirato dalla somiglianza con Monte Istone a Corfù), inizia la sua ‘attività’ come centro urbano per via dell’arrivo di genti dalla Dalmazia, seguite da Etruschi, Siracusani, Sanniti, Oschi, che già cominciano una certa attività di commercio via mare. Ma sono i Frentani, nel V secolo avanti Cristo, a potenziarne la sua attitudine marinara, implementando la zona del porto di Punta Penna.

Attorno al 91-88 avanti Cristo diventa Municipio romano e il suo nome è trasformato in Histonium: si costruiscono ville i cui resti ancora si intravedono. Lì dove poi sarà costruita la Chiesa di San Pietro, ad esempio, c’era il Campidoglio. Vandali, Ostrogoti, Bizantini, Longobardi che la rendono parte del loro Ducato di Benevento, fino a che, nell’802, il condottiero Guast d’Aymone, ne fa un borgo fortificato, dal nome di Guasto.

Quindi, qualche secolo dopo, il potere passa ad alcune famiglie spagnole, i Caldora (che costruiscono il Castello Caldoresca) e soprattutto i d’Avalos: è il periodo in cui Vasto è arricchita di architetture preziose, come il Palazzo d’Avalos (distrutto dai turchi e poi ricostruito in stile rinascimentale), di decori e fasti, tanto da essere considerata la ‘Atene degli Abruzzi’. Vasto diventa italiana nel 1861 e per un certo tempo, durante il fascismo, fu chiamata ‘Istorio’, nome simile al suo originale Histonium di latina memoria. Ma nel 1944 ritorna ad essere la bella Vasto.

Il turismo, in particolare quello balneare, è la risorsa economica volano dell’economia. Di una certa rilevanza l’artigianato del vetro e della ceramica, l’agricoltura (con produzione di cereali, ortaggi, vite e olivo) e l’attività zootecnica, con conseguente industria alimentare di trasformazione.

Da non perdere quando si viene qui, tra la gran mole di appuntamenti ed eventi concentrati soprattutto nel periodo estivo: il Vasto Film festival, il Premio Vasto, le Musiche in Cortile. E ancora la manifestazione Brodetto e Contorni, goloso omaggio ai gusti vastesi. A luglio c’è la Notte Bianca, ad agosto la Notte rosa. Ed è proprio in questo mese, nella sua quarta settimana, che si tiene l’evento degli eventi: il Toson d’oro, oggetto a forma di ariete con le corna ritorte in giù e con il corpo appeso ad un pendaglio che rappresenta l’effetto del fulmine che si scaglia contro l’animale, e simbolo di ricchezza, grandezza, libertà. Si tratta della rievocazione, in costume, di un avvenimento storico del 1723 con ‘La consegna dell’onorificenza cavalleresca del Toson d’Oro’ ad alcuni personaggi del tempo che fu, tutto incentrato alla florida epoca dei d’Avalos.

A settembre in genere c’è ‘VastoExpo’, la Fiera biennale dell’Artigianato, Alimentazione, Industria, Commercio. Il 29 di questo mese la festa del patrono, San Michele Arcangelo, le cui celebrazioni durano diversi giorni, con la statua del santo portata in processione per il paese fino alla chiesa di Santa Maria Maggiore.

Il pesce è il re della cucina vastese, con tanti principi e principesse di alto lignaggio gastronomico, carni, formaggi tra cui il pecorino, verdure, il cui gusto è esalto dall’olio extravergine d’oliva DOP delle colline vastesi e da un buon sorso dei vini tipici, Montepulciano e Trebbiano.

Tra i primi piatti, da ricordare la pasta alla chitarra condita con varie salse, i perciatelli al nero di seppia, le sagne con i fagioli, la zuppa di cipolle, la pasta e patate. E naturalmente, l’imperatore di Vasto, il brodetto di pesce alla vastese, armonia di sapori tra mare e terra, tipica pietanza dei contadini di qui che sono anche pescatori. Oggi, le varianti sono tante, ma ci sono regole precise: tegame di coccio, pomodoro, disposizione dei pesci (vari a seconda del pescato) uno alla volta secondo la durezza, peperoncino. Poi ci vuole una tecnica tutta particolare, quella di far roteare il tegame afferrandolo per i manici per mescolare il brodetto senza usare forchetta e cucchiaio. E come si mangia? Intingendo nel sugo delle gustose fette di pane casareccio. Alimento gustosissimo, poi, il salume Ventricina del Vastese: sale, peperone trito dolce o piccante, finocchietto con carne pregiata del maiale, tagliata tutta a punta di coltello.

E tra i dolci di Vasto, ampia la scelta, dai cagionetti alla cicerchiata, dalle chiacchiere ai pepatelli, dai bocconotti alle zeppole fritte di San Giuseppe, passando per la squisita pizza di mosto cotto, con un generoso uso di miele.

A dicembre si ricorda un gemellaggio importante, quello con la città australiana di Perth: Vasto infatti è sempre stata terra di migrazione, commoventi iniziative per i vastesi nel mondo, sempre molto legati alla loro zona di provenienza. Ma Vasto è gemellata anche con altre località, decisamente più vicine, come Ischia cui è legata dalla famiglia d’Avalos.

Un litorale lunghissimo attorno a un golfo a forma di falce così perfetta che sembra essere stata disegnata… a tavolino, spiagge dorate, monumenti di un antico passato, natura ancora incontaminata, balcone privilegiato su uno dei panorami più belli del centro sud d’Italia. Così è Vasto, dalla vocazione turistica soddisfatta da strutture, alberghi, stabilimenti per ogni gusto e ogni tasca. Con quella sua vicinissima riserva di Punta Aderci che è un vero inno alla sostenibilità ambientale.

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