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Hotel La Tartaruga

L' Hotel la Tartaruga dal 1972 gestito dalla famiglia Aquilani, si caratterizza per la sua gestione familiare e la sua cucina genuina. La ristrutturazione completa, ha dotato l'Hotel di ognicomfort. Tutto ciò ci consente di rispondere alle esigenze di coloro che desiderano una vacanza senza rinunciare a cultura, arte e natura. Disponiamo di camere arredate elegantemente e dotate di tutti i comfort: TV LED, aria condizionata, bagno privato con box doccia, phon asciugacapelli, cassetta di sicurezza, telefono, balconi, accesso per i diversamente abili e ascensore ai piani.

LE NOSTRE CAMERE
Offriamo camere con il comfort desiderato per delle vacanze al mare o un weekend nel segno del benessere immersi nello stupendo scenario naturale abruzzese. Tutte le camere comprendono:
Aria Condizionata Free Wi-Fi TV LED Balcone Cassaforte Telefono Servizi con box doccia Servizi interni Phon Reti e materassi ortopedici Frigobar

I NOSTRI SERVIZI
Reception aperta 24h 7 giorni su 7
Camere con bagno privato
Servizio pulizia incluso nel prezzo
Ristorante Climatizzato
Colazione
Scelta fra due menù
Veranda esterna
Spazi Vistamare
Ascensore ai piani
Parcheggio libero antistante l' hotel (no riservato)
Servizio Spiaggia (1 ombrellone, 1 sdraio, 1 lettino)
Wi-Fi su Tutta la Struttura
Servizio Bici

LA SPIAGGIA
Il Lido "La Tartaruga" si trova sul Lungomare Trieste, a sud di Roseto degli Abruzzi. Il servizio spiaggia privato è compreso nella pensione completa con 1 ombrellone, 1 sdraio e 1 lettino.

IL NOSTRO RISTORANTE
L'Hotel dispone di un ampio ristorante con sala climatizzata.
Il menù proposto dal ristorante prevede piatti a base di carne e pesce con cucina tipica Abruzzese, curati personalmente dai titolari. Il menù della cucina tipica abruzzese, unisce ai sapori forti e generosi delle antiche ricette del territorio la genuinità e la creatività del nostro Staff, tutti i giorni sapremo deliziarvi con sapori tipici della nostra tradizione.  La nostra cucina offre menù per Celiaci, Vegetariani, Vegani.
AMPIO Ristorante - SALA Climatizzata - PRANZO E CENA Scelta fra due menù

Roseto degli Abruzzi è un comune italiano di Template:Formatnum 25514 abitanti[2] della provincia di Teramo in Abruzzo, affacciato sul mare Adriatico e compreso tra le foci dei fiumi Vomano (a sud) e Tordino (a nord).

È uno dei maggiori comuni della costa teramana e, dopo il capoluogo, è il più popoloso della sua provincia di appartenenza[3]. Nell'ultimo decennio, Roseto è stata interessata da un notevole incremento demografico[4], grazie allo sviluppo di alcune zone residenziali affacciate sull'Adriatico, del quartiere di Borsacchio e delle frazioni di San Giovanni, Campo a Mare e Voltarrosto.

La città bassa è un'attrezzata, e molto frequentata, località balneare e il suo litorale è noto anche con la denominazione turistica di Lido delle Rose. Dal 1999 si fregia della Bandiera Blu.

Roseto è situata sulla costa adriatica a 5 metri di altitudine s.l.m. tra le foci del fiume Vomano e quella del fiume Tordino. Il tessuto urbano si sviluppa su un'area pianeggiante che occupa la zona del litorale; a ovest la città si estende anche sulle colline circostanti, la frazione di Montepagano con i sui 285 m di altitudine domina l'intero paesaggio comunale. La città è interessata dalla presenza di falde freatiche, che con le escursioni stagionali, rimontano anche di un metro, specialmente in primavera, a seguito dello scioglimento delle nevi sui monti. La costa dove si estende la città era un tempo quasi interamente occupata da acquitrini.

Origini: età medievale Il nucleo originario medievale di Roseto è il borgo antico di Montepagano, sopra il colle che sovrasta la costa, famoso nel territorio per l'ampia coltivazione di piante, tra le quali le rose, da cui derivò il nome "Rosburgo" (Città delle Rose). Scorcio della piazza di Montepagano (Roseto alta), con il campanile della chiesa dell'Annunziata

Mura medievali di Montepagano, in vista la Porta Borea Età moderna: l'Ottocento e il Novecento Il centro abitato moderno iniziò a svilupparsi attorno alla stazione ferroviaria costruita negli anni sessanta dell'Ottocento, con il nome de Le Quote (da qui il nome degli abitanti cotaroli), che si riferiva alle 12 quote di terreno tra il fiume Vomano e il torrente Borsacchio. Nel decennio successivo fu edificata la prima chiesa (dedicata a Santa Filomena) e una scuola elementare. Il 22 maggio 1887, l'agglomerato, che faceva allora parte del comune di Montepagano, fu ufficialmente battezzato Rosburgo mediante decreto reale di Umberto I, Re d'Italia. Il 23 gennaio 1907 la frazione fu interessata da un terremoto di media intensità (5º grado della Scala Mercalli) che provocò modesti danni materiali, ma nessuna vittima. Due anni più tardi, per dare servizio a una popolazione sempre più numerosa, fu aperto in paese un ufficio anagrafico (1909). Nel 1927 la sede comunale fu trasferita da Montepagano a Rosburgo, che, per l'occasione, cambiò ufficialmente il proprio nome in Roseto degli Abruzzi.

Veduta del nuovo centro moderno di Roseto Cambiamento del nome a "Roseto degli Abruzzi" Il motivo è da ricercarsi nell'impopolarità che il nome del comune (Rosburgo) godeva tra i soldati italiani durante la prima guerra mondiale. Tale nome, chiaramente germanizzante, riportava alla mente gli austriaci e i tedeschi contro cui i militi stavano combattendo. Si racconta che Li surdat(e) (cioè i soldati, in dialetto rosetano), affacciati ai finestrini del treno che li conduceva al fronte bellico, non facevano che mandare fischi ed insulti, allorquando, passando per la stazione ferroviaria, leggevano il nome della cittadina.

Dal Novecento all'età contemporanea Oltre al vecchio nome (Rosburgo), Roseto ha anche dovuto cambiare quello della patrona della città, Santa Filomena di Roma, che è stata ufficialmente sostituita dalla Santissima Maria Assunta: la Sacra Congregazione dei Riti, nella riforma liturgica avvenuta negli anni sessanta, ha rimosso infatti dal calendario il suo nome. Accanto ai resti di Santa Filomena, gli studiosi non avevano infatti rinvenuto alcuna traccia di sangue, che sarebbe stata una testimonianza della propria santità, ma solo un'ampolla di profumi e oggetti ornamentali (orecchini, anelli, etc..).

La materia è ancora molto controversa: taluni ritengono che i resti rinvenuti potrebbero appartenere ad una seconda fanciulla, morta sempre nel IV secolo. La reliquia non è risultata tuttavia attendibile.

Nel periodo degli anni '60, Roseto degli Abruzzi conobbe una rapida crescita demografica e economica, al pari di Giulianova, Pineto, Silvi, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Vasto e San Salvo: tutte città della costa adriatica. Tale incremento è dovuto allo sfruttamento proficuo della zona marittima della città di Roseto, che pian piano si trasformò in un riviera balneare, dedita soprattutto all'accoglienza turistica estiva.

Nel 1999 la città ricevette il fregio della Bandiera blu, e fino ad oggi, tutti gli anni, la città viene premiata con tal fregio.

Monumenti e luoghi d'interesse

La chiesa dell'Annunziata a Montepagano - Scorcio del borgo antico di Roseto

Architetture religiose Le due chiese principali rappresentano due epoche della cittadina: la nascita di Rosburgo e lo sviluppo nel dopoguerra

Chiesa di Santa Maria Assunta, dedicata inizialmente a Santa Filomena: chiesa costruita nel 1863 con la concessione del terreno sacro, e terminata nel primo '900. È in stile neogotico. Ha facciata a capanna con portale in stile romanico nuovo e oblò centrale. L'interno è a navata unica. Il campanile a torre è l'unico elemento storico della vecchia chiesa di Santa Filomena del XVII secolo. Ha la tipica cuspide delle maestranze di Atri.

Chiesa del Sacro Cuore: chiesa moderna a pianta quadrata, costruita negli anni '60. La forma esterna si innalza al centro su una piccola cupola ottagonale. L'interno è molto decorato da affreschi, con il Cristo benedicente all'altare. Chiesa parrocchiale di Santa Maria Annunziata: chiesa di Montepagano della fine del XVI secolo. Ha struttura rettangolare con grande cupola e portale di marmo in stile classico. Sulla navata centrale (ne ha tre) si aprono otto cappelle con apertura ad arco a tutto sesto. La cappella più interessante è quella della Croce dell'Indulgenza del 1901. Il cupolone è uno dei più grandi della provincia. Campanile di Sant'Antimo: è ciò che rimane della chiesa omonima del XIV secolo. La chiesa era decorata da un soffitto in lamine dorate e fu demolita da Gioacchino Murat con il decreto di abolizione del culto cristiano. Il campanile è suddiviso in tre settori da cornice, mentre l'ultimo ha un alto tamburo con lanterna e cuspide conica. Tipico stile dei campanili di Atri del XVI secolo. Borgo medievale di Montepagano Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Montepagano. Montepagano è la frazione più nota, antica e nobile, sia per la storia che per la ricchezza dei monumenti che possiede. Il Castello di Montepagano è uno di questi; si tratta di un arroccato castello che sorge sulla bruna collina di Roseto e conserva ancora oggi opere d'arte e monumenti del passato, davvero importanti ed illustri.

Pur essendo un paese di piccole dimensioni, Montepagano possiede una storia antica ed importante che si snoda tra le sue vie, tra i suoi ricordi e tra le sue piazzette. Ha rilevanti monumenti come la Porta da Borea con l'arco ad ogiva, resto dell'imponente cinta di mura medievale; ha inoltre diverse chiese, tra cui la più importante è sicuramente La Santissima Annunziata, ultimata nel 1602 e tuttora sede delle più importanti funzioni religiose paganesi.

I monumenti principali sono la porta gotica, la chiesa di Santa Maria Annunziata e il campanile di Sant'Antimo, simbolo del paese.

Architetture civili: Villa comunale (già Villa Ponno) : contenente la Pinacoteca, la Biblioteca comunale e la Raccolta d'arte civica Villa Clemente, in attesa di essere ristrutturata dal Comune Villa Filippone Thaulero Villa Mazzarosa DeVincenzi Villa Paris Villa Savini Villa Clemente all'inizio del '900 Torre di Cerrano, posta al confine tra Pineto e Silvi Marina.

Siti archeologici Presso Pineto, nella zona di Torre di Cerrano, sono i presenti i resti dell'antico porto di Atri, costruzione romana del I secolo, che collegava il florido centro di Atri al mare.Oggi il porto ha il suo simbolo nella Torre di Cerrano, restaurata nelle forme attuali nel XVI secolo.

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