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Gioiello di funzionalità, arte ed innovazione nel cuore della città, il b&b boutique “Bella Pescara” nasce con l’obiettivo di soddisfare gli ospiti più esigenti senza tralasciare la familiarità che contraddistingue lo spirito del b&b.

Il b&b Pescara centro, è ubicato nel centro turistico commerciale della dinamica Pescara, a 360mt. della stazione dei treni (Pescara centrale), degli autobus e dal mare, nonché a ridosso del centralissimo corso Vittorio Emanuele II e a due passi dai luoghi di maggior interesse.
L’esperienza decennale in ambito turistico della proprietà saprà garantire ai propri ospiti l’accoglienza migliore per sentirsi “a casa fuori di casa”.
Lo stile moderno delle camere, fornite di ogni comfort, sono un omaggio alla città di Pescara.
L’esperienza di un soggiorno può durare un attimo come tutta la vita. essere ricordati a lungo dagli ospiti del B&B “Bella Pescara” sarà la nostra realizzazione più grande.

Camere
Un’oasi di 18 metri quadri con bagno privato, letto matrimoniale o due letti singoli. Design ed atmosfera unica con Tv color multimediale lcd 19” con lettore dvd, radio con filo diffusione, usb, card reader e presa pc, servizio internet wi-fi gratuito, minibar, cassaforte, asciugacapelli, e climatizzazione a controllo individuale con ionizzatore, doccia con colonna attrezzata per idromassaggio, ingresso ed attivazione corrente elettrica con scheda magnetica a distanza. il massimo impegno per soddisfare le Vostre aspettative in un b&b design nel centro di pescara sarà la nostra garanzia.

Le nostre camere oltre ad una pulizia ordinaria vengono sterilizzate con Sterilozone, un generatore di ozono a controllo elettronico ideale per igienizzare e sanificare gli ambienti chiusi e purificare l'aria, distruggendo mediante iper-ossidazione batteri, acari, muffe, cause principali di allergie o trasmissione di patologie. Limita l'impiego di prodotti chimici la cui eliminazione risulta comunque inquinante. Il trattamento sistematico limita drasticamente la trasmissione di patologie dovute al susseguirsi di individui tipico degli alberghi, cliniche, ospedali, ecc.

 Invitiamo i nostri gentili ospiti a prenotare una cena emozionante! e degustazione di prodotti tipici sulla storica macchina da pesca della nostra costa "Il trabocco".

Il trabocco Caravaggio di Peppe per info +393485479587 fabiocaravaggio1@virgilio.it è situato subito dopo San Vito Chietino a 35km da Pescara.Comunicate di essere nostri ospiti, Peppe e Famiglia avranno un occhio di riguardo. Vi attende un'esperienza indimenticabile!

Le grotte del "Cavallone" (taranta peligna) una visita all’unica grotta di interesse speleologico visitabile nel cuore del Parco Nazionale della Majella per info e prenotazioni Nicola 320/9481428 email ideamajella@majellassieme.it

Sulmona è ricca di arte e cultura eredità di millenni di storia. La città è al centro della Valle Peligna, posizione strategica sia per l'accesso alle località sciistiche e balneri, sia per la vicinanza con i Parchi Nazionali della Majella e d'Abruzzo.
Sulmona è famosa in tutto il mondo per i suoi negozi di confetti sulmona e bomboniere battesimo per il suo aglio rosso di Sulmona.

La città ha una storia talmente antica che le sue origini sono quasi totalmente sconosciute; probabilmente i primi insediamenti avvennero presso il Colle del Telegrafo dove di recente sono stati portati alla luce dei reperti risalenti anche a 6000 anni fa. Il primo villaggio, invece, venne fondato sulle rive del fiume ed in epoca romana fu chiamato Vicus Aterni e a cui successivamente fu attribuito il nome Aternum, dal fiume che lambiva l'abitato. Pescara veniva indicata anche con il nome di Ostia Aterni, cioè la foce dell'Aterno, e costituiva il porto commerciale della città di Theate, l'attuale Chieti. Il movimento commerciale (pesca, prodotti agricoli, manufatti, ecc.) fra Aternum, Theate e Roma, era particolarmente intenso e si sviluppava attraverso la via Consolare Tiburtina che univa (e unisce tuttora) le due città, terminali fondamentali della strada d'attraversamento dell'Appennino. Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente e le invasioni barbariche, di Aternum si persero quasi completamente le tracce, ma si ritiene che il commercio ed il traffico di materiali e di uomini, data la posizione del villaggio, non si sia mai interrotto ma sia continuato sotto il controllo della città di Theate. Negli ultimi decenni del V secolo Pescara passò in potere prima degli Ostrogoti, poi, una cinquantina d'anni più tardi, dei Bizantini, e infine dei Longobardi (attorno al 570). Per quasi cinque secoli fece parte del ducato di Spoleto (fondato dai Longobardi ma entrato nell'orbita franca in epoca carolingia).

Trabocchi, Porto di Pescara Intorno all'anno 1000, Aternum cambiò il suo nome e divenne Piscaria con riferimento, sembra, alla pescosità della zona, mentre il fiume che la bagnava venne ribattezzato Piscarius. L'abitato di Piscaria fu anche compreso, per un lungo periodo, tra le pertinenze dell'abbazia di Montecassino. Nel 1566, la fortezza fu oggetto di un terribile assalto portato dalle 105 galee dell'ammiraglio ottomano Pialy Pascià. Ma la fortezza non fu presa, anche per il decisivo contributo del valoroso condottiero, Giovan Girolamo II Acquaviva d'Aragona, duca di Atri. Nel XII secolo Pescara fu conquistata, con tutta la sua regione di appartenenza, dai Normanni, per poi entrare a far parte, nei primi decenni del Duecento, dei domini di Federico II di Svevia. Fra il XIII e il XIX secolo appartenne, con il resto dell'Abruzzo, al Regno di Napoli (che, dopo l'unione al Regno di Sicilia, passò a denominarsi Regno delle Due Sicilie). In età aragonese (seconda metà del XV secolo) fu data in feudo all'illustre famiglia di origine spagnola dei D'Avalos, che, dopo essersi legati da rapporti di parentela con i D'Aquino, si convertirono in marchesi di Pescara. Durante il regno di Carlo V, si trasformò in un'importante piazzaforte costiera del Regno. Con la stabilizzazione del potere politico nel Regno di Napoli, ebbe inizio un nuovo e fiorente periodo della storia della città, per la sua posizione strategica e militare, che durò per tutta l'epoca asburgica e per gran parte dell'età Borbonica, fin quasi alla fine del Settecento. In questo secolo Pescara contava circa tremila abitanti. Nei primi anni dell'Ottocento la città venne occupata dai francesi, continuando a costituire un importante bastione militare del regno di Giuseppe Bonaparte. In età napoleonica Castellammare Adriatico, sulla sponda nord del fiume (che allora contava circa 1500 abitanti), divenne Comune autonomo aggregato al circondario di Città Sant'Angelo (1807). Nel 1814 Pescara fu tra le città protagoniste dei moti carbonari contro Gioacchino Murat, re di Napoli. A tale insurrezione seguì la durissima repressione borbonica, simboleggiata dal bagno penale nel quale, fino alla caduta del Regno (1860), furono imprigionati molti patrioti.

Dopo l'incorporazione al nascente Regno d'Italia e fino agli inizi del Novecento, Castellammare e Pescara conobbero un primo, sostanziale sviluppo economico e un considerevole aumento della popolazione (particolarmente significativo nel ventennio 1881-1901). Nelle due città limitrofe e nel Pescarese iniziò anche a formarsi una borghesia industriale fortemente imprenditrice che contava fra le sue file membri delle famiglie Bucco, D'Annunzio, Farina, Ricci, Mezzopreti, Muzii, De Riseis, Pomilio, Pascale Come ricorda Raffaele Colapietra nel suo Pescara 1860-1960, lo stabilimento del pastificio Puritas di Angelo Delfino contava durante gli anni Venti e Trenta oltre trecento addetti. Ben presto si pensò alla possibilità di unificare le due cittadine elevandole a provincia Il 2 gennaio 1927, grazie soprattutto all'eccezionale incremento demografico e allo sviluppo industriale di Castellammare Adriatico e Pescara iniziati, come si è già accennato, nella seconda metà dell'Ottocento ma rafforzatisi agli inizi del secolo successivo, venne finalmente firmato il decreto di unificazione delle due città sotto il nome di Pescara e la costituzione della provincia omonima. Un contributo notevole per il raggiungimento di tale traguardo fu dato anche dalla forte spinta popolare, dall'autorità politica del ministro abruzzese Giacomo Acerbo e dal prestigio morale di Gabriele D'Annunzio. Durante la seconda guerra mondiale Pescara subì notevoli perdite umane e danni materiali, sia per i violentissimi bombardamenti della tarda estate del 1943, che causarono la morte di almeno 3000 persone sia per le razzie e le distruzioni da parte dell'esercito tedesco in ritirata. Per questi motivi l'8 febbraio 2001, il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi ha conferito alla città la medaglia d'oro al merito civile Nel secondo dopoguerra Pescara ha conosciuto uno sviluppo molto sostenuto che l'ha portata ad essere uno dei punti di riferimento della regione. Da tempo la città garantisce al territorio abruzzese una vasta serie di servizi e disponibilità che hanno permesso all'intera regione di accrescere la propria competitività sia a livello nazionale che internazionale.

Origini del nome[modifica Il nome Pescara indica lo sbocco del fiume al mare, ubicazione favorevole al primordiale stanziamento umano grazie alle acque del fiume Aternum e alla pescosità del mare. L'insediamento è stato soprannominato dai pescatori p'scare', ad indicare il luogo dove essi vivevano e lavoravano. Pescara, dunque, significa letteralmente "bocca del fiume", dall'accadico pû, pišu, pe (bocca) e ḫarru (fiume), originariamente corso d'acqua con sbocco al mare

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